“…quanto brunita e tendente verso un registro grave quello della Fridman che, tuttavia, ha cantato benissimo le due arie, irte di difficoltà, di Ecuba ed ha conferito nobiltà al pathos della madre stretta tra il dolore della perdita del figlio e la ragion di stato che le impone di accettare come genero l’uccisore di Ettore. La voce è possente ed il timbro assai suadente…”