Nella compagnia di canto si impone la Lady di Lidia Fridman che, forte di una figura diafana e slanciata, si aggira sulla scena come una presenza inquietante e sinistra. La naturalezza delle movenze, l’eleganza del portamento, la peculiarità dei lineamenti dell’artista, sono tutti fattori che concorrono a disegnare un personaggio perfettamente immedesimato nella sua lucida e ferina follia. Vocalmente si segnala una linea dal caratteristico colore scuro e dall’emissione rigogliosa, che si staglia con facilità verso un registro acuto sicuro e ben proiettato.