“Praticamente perfetta la Lady di Lidia Fridman. È noto come Verdi volesse per questo ruolo una “una voce aspra, soffocata, cupa”: esattamente quella che la cantante russa usa con una intelligenza interpretativa notevolissima, laddove le numerose sottigliezze d’eloquio si accompagnano sempre a una ragguardevole fluidità nel canto. Ma ciò che colpisce ancor più nel soprano è la sua singolare fisicità, dura e spigolosa, quasi totemica in certe movenze, accompagnata a una espressività del volto che – grazie anche alle luci – assume talvolta il profilo di una maschera inquietante.”